Disturbi alimentari

Per disturbi alimentari si intende un insieme di problematiche che hanno in comune il distorto rapporto con cibo, peso e immagine corporea.
Il peso può essere un indicatore di tali disturbi, ma molto spesso anche persone di peso corporeo nella norma possono rientrare in alcuni tipi di disturbi alimentari.
I disturbi del comportamento alimentare sono strettamente collegati alla salute di diversi organi e apparati del corpo e, per questa ragione, è importante non sottovalutare tale problematica anche quando in apparenza non sembra esistere (ad esempio in casi di normopeso).

Psicologo_psicoterapeuta_rho_milano

Di seguito le principali tipologie di disturbi alimentari:

ANORESSIA – rifiuto o forte riduzione di assunzione di cibo.

BUILIMIA –eccesso di fame smodata e incontrollabile, a volte seguita da rimedi per evitare di metabolizzare la quantità di cibo ingerita (vomito autoindotto, uso di lassativi e/o diuretici, digiuno, intenso esercizio fisico).

OBESITA’ – patologico aumento di peso.

BED – Binge Eating Disorder = Disturbo da alimentazione incontrollata: introito, in un periodo di tempo limitato, di una quantità di cibo molto maggiore di quello che “normalmente” si potrebbe assumere nello stesso arco di tempo. La sensazione che accompagna questo disturbo è la perdita di controllo di quanto e di come si stia mangiando.

Il rapporto con il cibo: adeguarsi o opporsi?

Ognuno di noi è parte di un contesto: lavorativo, familiare, scolastico ecc. Tra i vari contesti, assume un ruolo primario il contesto familiare proprio perchè è al suo interno che ci formiamo come persone ed iniziamo a prendere una posizione nei confronti di alcuni temi e valori salienti della nostra famiglia. Se ad esempio in una famiglia il valore principale è l’appartenenza, ogni membro dovrà definire se stesso come più o meno incluso rispetto agli altri membri. Sarà quindi inevitabile collocarsi sul polo appartenenza/esclusione (es. “Sono l’unica esclusa in famiglia”, “mio fratello viene più accolto di me”).
Com’è facilmente intuibile, non tutte le famiglie ritengono centrali gli stessi valori e significati.

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Nelle famiglie in cui si sviluppa un disturbo alimentare, il valore/significato centrale è il potere.
In queste famiglie, infatti, tutti i componenti definiranno se stessi come più o meno “vincenti” o “perdenti” di altri.
In queste famiglie, quindi, c’è chi vince e chi perde (es. per bellezza, fama, successi economici), chi ha successo. I membri di queste famiglie si collocheranno anche sulla polarità “volontà-arrendevolezza”: c’è chi sa imporsi all’interno della famiglia e nella comunità e chi invece si arrende, non sa farsi valere, ed è per questo perdente (V. Ugazio). Tuttavia, non tutte le persone che fanno parte di una famiglia che ha come valore centrale quello del potere svilupperanno un sintomo alimentare.

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